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Perchè Plutone non è un pianeta?

Nel 1930 fu scoperto Plutone da Clyde Tombaugh, un astronomo statunitense, ad una distanza media dal Sole di 5913,5 milioni di km.
Data la sua distanza, la strumentazione del periodo non consentiva uno studio molto approfondito dell'astro. Tuttavia venne classificato come il nono pianeta del Sistema Solare. Sin dall’inizio alcuni astronomi si mostrarono in disaccordo con tale scelta. La discussione si protrasse, fino a quando, nel 2006, l’Unione Astronomica Internazionale, ha deciso di “declassare” Plutone a Pianeta Nano (Dwarf planet, in inglese), al pari di altri quattro corpi celesti: Cerere, Eris, Makemake e Haumea. Ma perchè Plutone non è un pianeta? I motivi che hanno spinto l'Unione Astronomica Internazionale a prendere tale decisione sono diversi e sono legati a peculiarità che Plutone presenta rispetto agli otto pianeti del Sistema Solare.

Gli astronomi notarono che la luminosità apparente di Plutone, oltre che presentare valori relativamente bassi (la magnitudine apparente massima è di circa 14), presentava anche delle variazioni cicliche, non imputabili alla presenza del Sole (come nel caso di altri corpi celesti), bensì a un oggetto che ruota intorno ad esso. Fu così scoperto nel 1978 quello che ancora oggi viene definito il principale satellite naturale di Plutone: Caronte. Plutone ha dimensioni (1151 km di un raggio equatoriale) soltanto doppie di quelle di Caronte (603,6 km), mentre tendenzialmente un pianeta risulta essere molto più grande dei propri satelliti: per esempio il rapporto di grandezza tra Terra e Luna è di 5:1. Ciò implica che Plutone e Caronte non rappresentino un vero e proprio sistema “pianeta-satellite”, bensì un sorta di sistema binario pianeta-pianeta (anche questa definizione è tuttora controversa): essi infatti risentono dell’attrazione gravitazionale reciproca, ruotando intorno a un comune centro di gravità che si trova nello spazio tra i due corpi, alla distanza di 950 km dalla superficie di Plutone. Caronte non è, però, l’unica luna di Plutone: recentemente sono stati scoperti altri corpi orbitanti intorno a esso, Nix e Idra (scoperti nel 2005), P4 e P5, (2011 e 2012 rispettivamente). Le dimensioni di Plutone sono ridotte rispetto a quelle dei pianeti: è meno della metà di Mercurio, il pianeta più piccolo del sistema solare (2439,7 km di raggio equatoriale) e più piccolo anche della Luna (1738 km). Dallo studio del moto di questo sistema binario è inoltre emerso che Plutone e Caronte hanno una massa che è circa un ottavo di quella della Luna. Tutto ciò ha dunque suggerito che Plutone non è un vero e proprio pianeta, ma potrebbe essere per esempio un satellite sfuggito alla forza gravitazionale di un altro pianeta o un asteroide attratto in quella posizione. Anche la composizione di Plutone sembrerebbe avvalorare questa tesi: a differenza dei pianeti esterni gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno), è costituito di roccia fino a circa il 70%. L’altro 30% sembrerebbe comprendere ghiaccio, similmente a uno dei satelliti di Nettuno, Tritone. L’alta quantità d’acqua ha portato alcuni scienziati a pensare che Plutone possa essere ciò che resta di una cometa. Ma dove si trova Plutone? Durante la sua rotazione intorno al Sole, Plutone si avvicina alla periferia del Sistema Solare, in una zona ricca di asteroidi, comete e pulviscoli, chiamata fascia di Kuiper.

La fascia di Kuiper: ai confini del Sistema Solare

Ai confini del Sistema Solare, lo spazio non e’ vuoto. Subito dopo i pianeti abbiamo la fascia di Kuiper. Questa fascia di asteroidi attraversa l'orbita di Nettuno e prende il nome dall’astronomo olandese, naturalizzato statunitense, Gerard Peter Kuiper (1905-1973). In questa fascia si trovano corpi formati da ghiaccio e carbonio. Questa composizione è tipica delle comete. Dopo questa fascia ci troviamo ancora nella nostra galassia, la Via Lattea. All'esterno della nostra galassia ecco l'immenso spazio tempo del nostro Universo.


Per la precisione si pensa che dalla fascia di Kuiper provengano le comete di breve periodo. Sulla sua formazione si sono formulate ipotesi a cui si sono affiancate le simulazioni al computer per verificare le varie teorie.  Attualmente sembra attendibile credere che possa essere considerata come l’interazione delle forze gravitazionali con un neonato Giove (all’alba della formazione del Sistema Solare) e Saturno. La fascia di Kuiper si può considerare come un residuo del nostro neonato Sistema Solare proprio per la natura degli oggetti in esso contenuti.
La distanza della Fascia di Kuiper dal Sole è stimata tra i 4,5 e i 7,5 miliardi di km. Fino a ora, in questa fascia, sono stati osservati e censiti circa 1000 oggetti (indicati con la sigla KBO). Plutone si pensa appartenere alla Fascia di Kuiper, ma non e’ l’unico oggetto dalle dimensioni importanti che abitano questa zona. Quaoar e’ un oggetto scoperto nel 2002 e ha una dimensione la meta’ di Plutone. Questo corpo fu il primo oggetto osservato di grandi dimensioni dopo a scoperta di Plutone.

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