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In quale Universo ci troviamo?

Secondo lo strano mondo della meccanica quantistica, abitato da atomi e particelle, esiste un universo in cui questo articolo non è mai stato scritto. E, a un tempo, un altro mondo in cui è possibile leggerlo e commentarlo. Bizzarrie della realtà a livello dei suoi costituenti più intimi, governata da fenomeni che spesso fanno a pugni con il senso comune. E che hanno fatto storcere il naso persino ad Albert Einstein. Come la teoria del multiverso, in base alla quale esisterebbe una pluralità di universi paralleli, al punto che ogni decisione che ciascuno di noi prende in questo mondo ne creerebbe di nuovi. Secondo questa interpretazione, ci sarebbe, ad esempio, un mondo in cui il Terzo Reich è uscito vincitore dalla II guerra mondiale, e un altro in cui Hitler è uno sconosciuto pittore.
Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli. 



Secondo l’ultima formulazione, appena pubblicata su “Physical Review X” da un team dell’University of California a Davis, e della Griffith University australiana, non solo gli universi paralleli esisterebbero davvero, ma potrebbero persino interagire.
Gli scienziati forniscono una formulazione matematica della possibilità insondabile dell'esistenza di altri mondi, dove, con la parola mondo, essi intendono un intero universo dotato della complessità strutturale che oggi conosciamo grazie alla scienza. Secondo gli scienziati, l'esistenza di questi mondi che, invece di non incontrarsi mai, si influenzerebbero reciprocamente, potrebbe fornire una spiegazione scientifica strutturata della teoria quantistica: si tratta di una teoria fisica, nata nel secolo scorso, che è in grado di descrivere il mondo invisibile degli atomi e di tutto ciò che è ancora più piccolo e imponderabile.
Quando fu introdotta per la prima volta negli Anni ’50 dal geniale matematico americano Hugh Everett III, all’epoca in forze alla Princeton University, la teoria dei molti mondi venne derisa. Everett riuscì a fatica a pubblicarla, e alla fine abbandonò disgustato la carriera accademica. Negli anni, però, le sue raffinate spiegazioni di alcuni strani fenomeni del mondo subatomico, come la capacità delle particelle di coesistere in luoghi diversi – stranezze che spingevano il premio Nobel Richard Feynman ad affermare che “chiunque crede di aver capito la meccanica quantistica, non l’ha compresa abbastanza” – hanno fatto sempre più breccia tra i fisici.
Secondo la teoria di Everett ogni universo si divide in una serie di nuovi universi, quando viene effettuata una misurazione quantistica.
Partendo dalle sue intuizioni, abbiamo dimostrato che è proprio dall’interazione tra questi mondi, soprattutto repulsiva, che nascerebbero i fenomeni quantistici”. “Nel multiverso – aggiunge su New Scientist David Deutsch, fisico della Oxford University – ogni volta che facciamo una scelta si realizzano anche le altre, perché i nostri doppi negli universi paralleli le compiono tutte”. Un’idea sfuggente, difficile da accettare ma, a pensarci bene, non del tutto negativa. Il pensiero che, di fronte alle scelte più difficili di tutti i giorni, ogni possibile alternativa abbia l’opportunità di realizzarsi potrebbe essere in fondo rassicurante.
La domanda quindi è in quale Universo ci troviamo?

Hawking: abbiamo solo 100 anni per lasciare la Terra!

Secondo il celebre fisico Stephen Hawking ci restano 100 anni per diventare una specie di multi-planetaria, altrimenti ci estingueremo. Ma prima di preparare armi e bagagli e scappare a gambe levate come in un film di fantascienza, fermiamoci un attimo a pensare. Sarebbe bello avere una civiltà di backup da qualche parte nel caso succedesse qualcosa d'improvviso e imprevedibile. Sarebbe bello avere le tecnologie che ci permettano davvero di viaggiare nello Spazio profondo e colonizzare altri pianeti. Il problema è che al momento non abbiamo nulla di tutto ciò.


La colonizzazione planetaria in stile Mass Effect Andromeda resta soltanto un'opera d'intrattenimento videoludico. Purtroppo. O per fortuna, considerando i catastrofici risvolti narrati nel videogioco fantascientifico targato Bioware. Hawking lo sa, per questo a novembre parlava di migrare su Marte. La NASA e le agenzie spaziali di tutto il mondo ci stanno lavorando. Ma a pensarci bene non è che Marte sia proprio una Terra 2.0. Anzi, è molto peggio della Terra: fa un freddo cane, l'aria è irrespirabile, le radiazioni abbondano - giusto per citare tre delle controindicazioni maggiori.

Ne segue che volendo trovare un'alternativa perfetta lontano da casa dovremmo spingerci verso altri sistemi stellari. Non è difficile credere che con miliardi di stelle nella Via Lattea ci sia una buona probabilità di trovare pianeti con acqua e aria respirabile. Il punto è che abbiamo moltissimi candidati, ma al momento ci mancano telescopi capaci di farci capire senza ombra di dubbio come sia un pianeta extrasolare e quali siano le condizioni di vita lì. Altra questione è quella sollevata più volte da Elon Musk: per garantire la sopravvivenza della specie umana dovremmo spedire sul potenziale nuovo pianeta un numero significativo di persone, perché piccole colonie sono soggette ad anomalie genetiche date dalla consanguineità. Questo gioca a sfavore di Marte, dove la NASA progetta di inviare missioni da massimo sei persone alla volta. A meno che SpaceX non riesca a mettere insieme l'Interplanetary Transport Engine.

Se non trovassimo in tempo una Terra 2.0? Beh, non resterebbe che tentare l'impresa di adattare l'ambiente in modo da soddisfare le nostre esigenze. Così facendo anche Marte potrebbe essere papabile. Peccato che per rendere respirabile l'aria su Marte potrebbe volerci ben più di 100 anni. Alla fine dei conti la soluzione migliore potrebbe essere quella di risolvere i problemi che stanno uccidendo la Terra. Anche perché se fossimo così tecnologicamente avanzati da riuscire a vincere tutte le sfide necessarie per la colonizzazione di Marte in 100 anni, allora saremmo anche in grado di capire come non distruggere casa nostra.

I "fantasmi" del cielo

Se guardiamo il Sole, in realtà vediamo la sua luce come era 8 minuti fa. Infatti per percorrere la distanza dal Sole alla Terra, la luce i...