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I colori delle stelle

Le stelle sembrano tutte bianche a prima vista. Se però le osserviamo con attenzione, possiamo notare tutta una gamma di colori: blu bianco, rosso, ecc. Il motivo per cui le stelle hanno diversi colori rimase un mistero fino a due secoli fa, quando i fisici svilupparono un'adeguata comprensione della natura della luce e delle proprietà della materia alle altissime temperature.
In fisica lo spettro visibile è quella parte dello spettro elettromagnetico che cade tra il rosso e il violetto includendo tutti i colori percepibili dall'occhio umano che danno vita dunque al fenomeno della luce. La lunghezza d'onda della luce visibile nell'aria va indicativamente dai 390 ai 700nm .In termini di frequenze, lo spettro visibile varia tra i 770 ed i 430 THz.


Un prisma separa per rifrazione la luce nei colori che compongono lo spettro visibile (esperimento di Newton). Ma oltre i colori nello spettro della luce ci sono delle zone scure. Cosa sono? 
Il primo ad osservare delle zone scure nello spettro del sole fu il chimico inglese William Hyde Wollaston nel 1802. Successivamente, nel 1814, Fraunhofer riscoprì indipendentemente le linee e cominciò una classificazione sistematica, insieme ad una misura accurata della lunghezza d'onda delle linee stesse. Catalogò in tutto 570 linee, assegnando alle principali le lettere da A a K e altre lettere alle linee più deboli.
Successivamente Kirchhoff e Bunsen, scoprirono che ciascun elemento chimico può essere associato a serie di righe spettrali e dedussero perciò che le linee scure nello spettro solare fossero dovute all'assorbimento da parte degli elementi presenti negli strati più esterni del sole. Oggi, con le moderne tecniche di osservazione e di spettroscopia si possono distinguere migliaia di righe nello spettro solare.
Ogni elemento presente nell'Universo ha un diverso modo di assorbire la luce e quindi dallo spettro riflesso di una stella, dove si possono osservare anche le zone scure, si può determinare la sua composizione e quindi da quali elementi è composta.

In diretta dal Virtual Telescope la galassia NGC 6946 e la supernova SN 2017eaw

Una supernova luminosa che esplode in diretta in una delle galassie più interessanti fino ad ora osservate. E’ la SN 2017eaw, la supernova collocata nella galassia NGC 6946 e scoperta il 14 maggio 2017 da un astrofilo americano e da un astrofisico italiano Gianluca Masi che ne ha confermato l’esistenza qualche ora più tardi. La galassia ha registrato una quantità record di supernove, ben dieci in cento anni, una caratteristica che le è valso il  nome di ”galassia dei fuochi di artificio”.


Per osservarla basta puntare il teloscopio verso la Costellazione Cefeo in tarda nottata. Ma dove si trova Cefeo? Compresa più o meno tra Cassiopea e l'Orsa Minore, con una estensione di 588 gradi quadrati e 60 stelle di magnitudine superiore alla sesta.
Data la sua posizione vicino la Stella del Nord, la costellazione Cefeo è sempre visibile dal nostro emisfero: in tarda estate splende alta, mentre in inverno si trova bassa sull'orizzonte Nord.
La galassia NGC 6946 è ripresa dal Virtual Telescope dall’osservatorio privato Tenagra, in Arizona. L’osservazione, condotta da Masi, può essere seguita da chiunque abbia uno smartphone, un tablet o un pc, collegandosi al sito del Virtual Telescope.

Ecco il link del Virtual Telescope per seguire la diretta:
https://www.virtualtelescope.net

Qui invece il video

I "fantasmi" del cielo

Se guardiamo il Sole, in realtà vediamo la sua luce come era 8 minuti fa. Infatti per percorrere la distanza dal Sole alla Terra, la luce i...